Questo dramma Elisseo, grazie al ruolo attivo del
narratore, Carneade, ripercorre l'intero corso dell'Eneide virgiliana,
espungendo dai principali eventi del Poema, l'influsso concreto del Fato e
delle divinità pagane (in quanto entrambi assunti inesistenti), il cui
ruolo indiretto viene comunque riproposto attraverso la fede pagana di Enea e
dei suoi contemporanei.
Nel testo, inoltre, le due parti fondamentali
dell'Eneide (la prima, riferibile all'Odissea omerica, così come la seconda
all'Iliade), sono tra loro strettamente connesse ed interdipendenti, grazie al
ruolo di Didone.
Il lavoro è arricchito da citazioni e stimoli
concettuali tratti dal libretto dell'Opera lirica, "La Didone" (1641), di
Giovan Francesco Busenello, insigne poeta e giurista veneziano ("Shakespeare
di Venezia"), pur noto per
il libretto de "L'Incoronazione di Poppea", musicata dal Monteverdi.
La figura della Fenicia Elissa/Didone è disegnata in profondità sul
modello virgiliano, trasfigurandone il protagonismo letterario in protagonismo
narrativo.
Secondo una lettura critica del Sommo Vate, viene
affermata, in tema didoneo, la centralità del Sesto Libro rispetto al Quarto,
nonché la relatività dello stesso Libro Sesto (il noto incontro nell'Ade tra
Enea e Didone). Può dirsi quindi, con linguaggio libero, una stampa in
policromia del "negativo" virgiliano.
Il Dramma rappresenta ed approfondisce il nesso tra il conflitto Enea-Didone, e
la spiritualità pagana ed il cristianesimo profetico di Virgilio, fornendo al contempo un
contributo alla ricerca sull'autentica teleologia virgiliana.
Argomento: si annuncia
l'intenzione di tramare un complotto contro il Fato. Si invita il pubblico a
biasimare o a complottare.
Primo Atto: monta il dramma di Didone (citazioni da
Virgilio e Busenello, attraverso i rispettivi personaggi, evocati da
Carneade). Introduzione di Cadmo, Capitano delle Guardie cartaginesi; di
Licorida, nobildonna invaghita dello stesso Capitano; e di Simonide, corrotto
Sacerdote del Dio fenicio Baal, aspirante a ripristinare sacrifici
umani. Confronto tra Enea ed Ilioneo, sulla sorte di Didone; Ilioneo s'appella
dapprima al debito di gratitudine, infine da ambasciator troiano invita a
riflettere su un'utile alleanza; Enea decide di partire, mostrando piena
coscienza delle conseguenze.
Secondo Atto: come il Rinaldo del
Tasso, e lo Iarba di Busenello, Cadmo sventa il suicidio dell'eroina: lì
Armida, qui Didone; ma a differenza del primo, egli non ne è stato amante; ed
il suo intervento non risolve lo stato di abbandono interiore di lei; infine
egli non è sostenuto da cosciente fede cristiana. Anna rimane inconsapevole
della sventura della sorella. Iarba reitera con violenza le sue pretese.
Didone, incapace di reagire per amor di Cadmo, reagisce alfine per odio di
Iarba: attende così che la "sozza Dea" lasci Cartagine e si prepara a
contrastarlo.
Terzo Atto: Giunto al largo di
Cuma, Enea, in sogno, scende nell'Averno pagano. Guidato dalla Sibilla Cumana,
egli cerca Didone prima tra i suicidi, poi tra i sovrani che fecero leggi per
denaro, ma non la rinviene. Didone, al contrario, è tuttora accesa per Enea.
Questi, in difficoltà, invia Ilioneo a Cartagine. E' così concluso un accordo,
favorito dagli auspici di una coppia di anime giuste, dissimulate sotto le
spoglie divine di Apollo e Minerva. Sviluppo del personaggio di Sicheo, la
cui Ombra appare a Cadmo, per sciogliere la moglie da iniqua colpa.
Quarto Atto: Didone e Cartagine
intervengono nell'infandum bellum tra Latini e Troiani. Il Dio Marte,
invero anima dannata, tenta di fomentare il conflitto, inducendo in tentazione
Didone, e promettendole la fedeltà di Enea, la Signoria sul Lazio, ed un
glorioso Fato; infine la maledice. Falso aruspicio della Regina
cartaginese. Iarba annuncia ad Anna la morte di Didone; rogo di
magnificazione. Duello con Camilla e morte di Arrunte. Al termine della
scellerata guerra, riproposizione "circolare" dell'incontro tra Enea e Didone
del VI Libro, in un contesto reso accuratamente assimilabile all'originale.
Per questa via, confronto psicologico tra i protagonisti, e mutamento della
loro relazione interpersonale. L'anima di Didone è liberata. Anna è Regina di
Cartagine. Ulteriori esiti.



Our work, thanks to the active role of the narrator (Carneade), considers whole
course of the Virgil's Aeneid, expunging from the principal events of the Poem,
the concrete influence of Fate and pagan divinities (both supposed nonexistent),
although their indirect role comes again in the storyline through the pagan
faith of Aeneas and his contemporaries.
In our treatment besides, the two fundamental Aeneid's parts (first one shaped
on Homer's Odyssey, second one on Iliad), are tightly connected and
interdependent, thanks to the role of Dido.
The text is enriched by quotations from the Lyric Opera "La Didone" (1641), by
Giovan Francesco Busenello, Venetian poet and jurist ("Shakespeare of Venice"), also well known for the text
of "The Coronation of Poppea", with musics by Monteverdi.
The figure of Phoenician Eliza/Dido is deeply designed on Virgil's model,
tranfisguring her literary heroism into narrative one.
Matter:
Carneade announces the intention to conspire against Fate. Public is invited to
blame or to join the conspiracy.
First Act: It climbs on Dido's drama (quotations by Virgil and Busenello,
through the respective characters, evoked by Carneade). Introduction of Cadmus,
Captain of the Royal Guards; of Licorida, fallen (not seriously) in love with
him; and of Simonide, corrupt Priest of God Baal.
Second Act: As Rinaldo in Torquato Tasso's "Jerusalem Delivered", Cadmus
saves from death the heroin: there Armida, here Dido; but not as first one,
Cadmus wasn't lover of her; and his intervention doesn't resolve the state of
internal abandonment of her; finally he's not supported by aware Christian
faith. Hyarba renews his pretensions on Dido.
Third Act: Aeneas descends, by dream, to the pagan Ades. He looks for
Dido among suicides and those people that made law for money, but he can't find
her. Dido, by her verse, is still in love with Aeneas. She receives a decisive
mission from two correct souls, disguised like Apollo and Minerva (prophecy
about Roman Empire fall). Development of the character of Sichaeus (Dido's dead
husband), whose Shade appears to Cadmus, and finally to Aeneas.
Fourth Act: Dido intervenes on the infandum bellum (the nefarious war)
between Latins and Trojans. Mars, damned soul, induces her on temptation, and he
finally curses her. Feigned pagan divination (aruspicio) by Dido. Hyarba
announces Dido's death to Anna.
Challenge with Camilla, and death of Aruns.
Meeting between Aeneas and
Dido as in the Aeneid's Sixth Book, in a context carefully assimilable to the
original. By this way, psychological comparison among the protagonists, and
change of their relationship. Ulterior results (outcomes on Roman Empire's
story and meaning. Roots of the "Liberty and Justice for all" ideal. Anna is the new Queen of Carthage and she can rule. More).

International review by Thomas Kailuweit
Der
Autor (S. Conte mag Pseud. sein) verarbeitet in seinem
Internet-Stück die gesamte Aeneis und läßt dementsprechend Personal von Creùsa,
Sicheo und Pigmalione über Didone, Enea und Iarba bis zu Niso und Eurialo
auftreten. Neben diesen agieren frei erfundene Personen sowie außer- und
nachvergilische wie der Erzähler Carneade, der Vergilübersetzer A. Caro (Eneide
1563-66) und der Librettist G.F. Busenello (Cavalli-Oper 1641). Nicht handelnd,
aber einstrahlend ist ferner T. Tasso mit seiner
'Gerusalemme liberata'
1575/81 (cf. Werktitel und 2. Akt). Wörtliche
Zitate aus Caro und Busenello typographisch hervorhebend, spannt der Verfasser
den Handlungsbogen vom heutigen Mantua bis zum Tibertal, wo Didone in das
nefandum bellum der Latiner und Trojaner eingreift – ein karneadisches
Opponieren gegen das Fatum: "E se il Fato complottò in
quel di Cartagine contro gli uomini, noi oggi da esso liberati complottiam
contro tal Fato" (Carneade im Argomento).
T.K.,
Dido - Didon - Didone (about Didone Liberata, N. 0413, p. 141).

Didone Liberata
in scena a Tarano in Sabina:
29 e 31 luglio 2005
(ore 21)
Giardino
Medievale di
Tarano
nell'ambito
della Rassegna estiva di Teatro patrocinata
dall'Amm.ne
Comunale, dalla Provincia di Rieti e dalla Regione Lazio,
con testi di
Franca Rame, Ettore Petrolini, Aristofane, e Luigi Pirandello.
Scarica il Manifesto del Tarano
Teatro FesTival
Si ringrazia
l'Amm.ne Comunale di Tarano,
nella persona
dell'Ill.mo Sindaco,
Prof. Touhami
Garnaoui.
Interpreti Sabini:
Francesca Toniolo (Didone)
Giovanni D'Artibale (Cadmo)
Samuele Nasini (Enea)
Michela Calvanelli (femminil Carneade)
Gabriella Torre (femminil Carneade)
Riduzione Testo:
Manuela Fioravanti
Andrea Maurizi
Costumi:
Elisa Maurizi
Scenografie:
a cura della Compagnia del Melograno
Musiche:
Enrico Scarinci
Regia di Andrea Maurizi
Pubblico e applausi per la Liberazione di Didone:
|

la Scena della Liberazione |

le prime luci si accendono |

il pubblico è in attesa |

la postazione di A. Maurizi |

Didone Riflessiva |

irrompono le folleggianti Anime di Carneade
(M.C. a sx, G.T. a dx) |

Didone e Cadmo |

scompiglio sulla Scena:
Liberazione in corso |
Articolo a stampa pubblicato sul
Nuovo Corriere di Rieti

Edvard Grieg
Peer Gynt - In the Hall of the Mountain
King
