Welcome to QDido.org, the new landing of the real Virgil's Dido: an open, multilingual, cosmopolitan website, dedicated to Elissa the Jocund, alias Queen Dido (a. 840-750 B.C.), and to her inexhaustible aspects: historical, social, poetical, spiritual ones, and so on... This website is co-directed by distinguished Latin scholar Prof. Loredana Marano and by Dr. Salvatore Conte (VS:SV, CLE). Questo sito è condiretto dalla chiarissima Latinista Prof.ssa Loredana Marano e dal Dott. Salvatore Conte. Drama published in:
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Dido - Didon - Didone Website reviewed in: Il teatro. La voce dell'anima. Fondazione Teatro La Fenice di Venezia (per il ritorno della Fenicia dal suo Prospero) con il Patrocinio di S.E. il Presidente della Repubblica Italiana A Madame Karin and to all the Friends of Elissa Your power has refounded the Circle of Byrsa Read the Letter of Elissa to Aeneas
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Contre-Enquête sur la mort de Didon Il chiaro filologo francese Jean-Yves Maleuvre, continua a far luce sulla morte di Virgilio e del suo maggior personaggio: in esclusiva su QDido.org, la sua indagine d'avanguardia sul Quarto Libro dell'Eneide. [*] "Sfuggente disattenzione", "ingiustificato doppio senso" ("caricature invisible"): quae tantum accenderit ignem, causa latet (5.4/5). "Double écriture fondée sur une subtile dialectique entre le sens patent et le sens latent, et permettant de tout dire en paraissant ne rien dire du tout" (J.-Y.M.). L'espressione è di Marco Vipsanio Agrippa, Generale romano e genero di Augusto:
Reprenant
le flambeau de Catulle et de Calvus, eux-mêmes victimes de l'ire césarienne, il
[Virgile] cache dans ses Bucoliques une violente dénonciation du "Jeune Homme
divin", ainsi qu'il l'intitule en reprenant par dérision la flatteuse
présentation que Cicéron faisait du rival d'Antoine dans ses Philippiques. Même
hostilité de la part d'Horace, de Tibulle, de Properce et d'Ovide, laquelle
s'exprime à la faveur d'un système d'écriture secrète - dénoncée par Vipsanius
Agrippa sous le nom de cacozelia latens -, système que pénétrait
largement le prince et qu'il toléra sans doute à la fois par jeu et parce qu'il
pensait avoir plus à y gagner qu'à y perdre. L'heure du châtiment viendrait de
toutes façons. Festina lente était un de ses adages favoris. Dans le cas précis
de Virgile, il fallait attendre au moins jusqu'à ce que l'Enéide fût achevée.
Aussi suivit-il de très près les progrès de la composition de cet ouvrage,
(Jean-Yves Maleuvre: "VirgilMurder", Des preuves)
«The hatred of Virgil towards the prime ancestor of the despot of the day is so intense that it is practically impossible to find a passage, where Aeneas appears, that does not in some way indict him with dastardly, criminal or stupid actions», Francesco Sforza, The Problem of Virgil (Classical Review 49, 1935; p. 106) «I Romani hanno conquistato il mondo [inter alia] con una manipolazione così abile della menzogna più grossolana da ingannare persino la posterità e da continuare a ingannarci», Simone Weil, Sulla Germania totalitaria (1940; ed. it. Adelphi 1990)
Jérôme Gaslain ~ Jean-Yves Maleuvre PARTHICA 8 - 2006 (pp. 169-194) cliquez sur le prix
(Athénée Royal de Gembloux) EUPHROSYNE 35 - 2007 (pp. 125-140) cliquez sur Psittacus pour écouter ses mots
Carthaginois - La minorité "invisible" à faire ressurgir ! A special video absolutely to watch: What a Persian Woman is inside herself : (always and forever) [desktop format] from Persepolis to Tyre, from Carthage to Rome (and return), until today... by Amin Gara
Richiami virgiliani nel linguaggio ieratico di Tacito ed il caso di Giulia Agrippina Augusta: implicazioni sulla verità storica e sul giudizio alla figura. «Il y a dans la mort d'Agrippine des circonstances qu'il est impossible de croire». Voltaire «Although the final days of Agrippina are among the best documented of any event in the ancient world, the details pose serious difficulties». Anthony Barrett
«In questa maestà altiero, et vittorioso della servitù pubblica, quasi ritolto ogn’emolo, et in quel punto, e non prima, divenuto herede dell’Imperio di Augusto, salì nel Campidoglio à riverir gli Dei. Dove sì come gli Scipioni furon veduti trionfar di quelle parti del Mondo superate coll’Armi, che loro diedero gloriosamente il Cognome d’Africani, ed’Asiatici; Così in quell’atto pareva, che Nerone fusse avido di acquistar il titolo di Romano Imperadore, con premere e, e sottometter Roma, non come sua Patria, non come sua Reggia hereditaria; ma qual nuova Cartagine, conquistata con la guerra felicemente terminata per la morte della nimica Agrippina». Francesco de’ Conti Berardi Capocio Cuccino Agrippina Minore, e mutatione dell’Imperio de’ primieri Cesari (1647), pp. 161/2
Il seguente brano è tratto da un'opera latina. I nomi di persona sono stati modificati per non influenzare il lettore. Al contrario, la struttura originale della perifrasi è rimasta inalterata. Tizio, che apparteneva all’antica famiglia di Caio, annoverava da Re Sempronio I la lunga discendenza degli avi. Quando infatti Lucrezia, la figlia del Re, perduto lo sposo, abbandonò la propria città, un giovane nobile della corte reale si era unito a lei, e ne aveva condiviso la sorte in ogni evento. Se gli elementi esposti nel brano sono veri:
Invia le tue risposte con eventuali commenti e riceverai il brano originale con le nostre risposte ragionate. L'esito potrebbe rivelarsi sorprendente. Scopri qui il volto dell'Autore. Situazione ad oggi: a) Sì 080% - No 020% b) Sì 000% - No 100% c) Sì 080% - No 020%
Il punto sull'esegesi virgiliana, fatto da Gian Biagio Conte (omaggio al genio cacozelico): La strategia della contraddizione sulla forma drammatica dell'Eneide
(dal resoconto di Paolo Monella per Prometheus)
«L’interpretazione del mito è l’unico mezzo che possediamo per penetrare il mondo dei nostri antenati. Quello che nei miti si presenta come inverosimile è proprio quello che ci apre la via alla verità. Quanto più straordinario e paradossale è l’enigma tanto più pare indicarci di non affidarci alle sole parole, ma di cercare e scovare intorno alla verità celata dalle parole. Quanto più i sacri miti si presentano oscuri ed irrazionali tanto più ci scongiurano, per gli dei, di non credere semplicemente a ciò che è visibile, ma di investigare e scrutare il senso occulto».Flavio Claudio Giuliano (332-363 d.C.)
E se tu vuoi che 'l ver non ti sia
ascoso,
Yet, would'st thou I the secret should
expose? Ariosto
«I' vidi Eletra con molti compagni, tra' quai conobbi Ettòr ed Enea». Dante Alighieri, su Enea, nel I Cerchio dell'Inferno (spiriti magni), (IV, 121-122) «L'altra è colei che s'ancise amorosa, e ruppe fede al cener di Sicheo».
The next is she who killed herself for
love, (Henry Wadsworth Longfellow) Dante, su Didone, nel II Cerchio dell'Inferno (lussuriosi), (V, 61-62)
«O voi ch'avete li
'ntelletti sani, (IX, 61-63) cf. V. 4.500
«[...] Donna [pur] sì alta e sì degna e sì magnanima e sì bella e sì amante e tenera [...] / / [...] Non v'è cosa più amabile che la debolezza nella forza, Woman so high and so worthy and so noble and so fair and so passionate and tender. There is not most lovable thing than weakness in strength. (S.C.) nè cosa meno amabile che un carattere e una persona senza debolezza veruna». Giacomo Leopardi, su Didone ed Enea, Zibaldone (3610) e Ovidio Petrarca Chaucer Ariosto Tasso Spenser Cervantes Shakespeare Busenello Vesta, Giunon, Diana, La vostra eternitade è certamente Titolo morto, e favola dipinta, Se la Dea delle Dee rimane estinta. Didone? estinta giaci? al tuo bel viso Consacrerò piangendo Tarde lusinghe, e intempestivi baci. G.F.B.
Gli autori viventi citati in matrice sono invitati a rettificare la propria posizione, se la ritengono erroneamente interpretata. Gli autori non citati sono incoraggiati a segnalare motu proprio la rispettiva posizione. Si ritiene che oltre i tre campi di distanza (adiacenti e ortogonali), il dialogo tra i relativi esegeti sia di fatto impossibile, perché coinvolgerebbe scelte di fondo inconciliabili tra loro. La matrice non intende affermare alcun giudizio di valore. Essa è concepita quale schematica rappresentazione dell'ermeneutica virgiliana.
Didone Liberata - Personaggi (in ordine di apparizione): Carneade, il narratore Virgilio, il Sommo Vate (in corsivo grassetto, i passi originali dell'Eneide, di Publio Virgilio Marone - 70/19 a.C., con traduzione di Annibal Caro - 1507/1566) Busenello, insigne letterato e giurista veneziano (in corsivo sottolineato, i passi originali de La Didone, di Giovan Francesco Busenello - 1598/1659)
Didone,
Regina di Cartagine
Cadmo, Capitano delle Guardie reali di Cartagine Licorida, nobildonna cartaginese Simonide, Sacerdote di Baal Enea, pio Eroe troiano Ilioneo, compagno di Enea e suo ambasciatore Anna, sorella di Didone Iarba, Re dei Getuli Palinuro, compagno di Enea e suo timoniere Creùsa, defunta sposa di Enea Deifobe, Sibilla cumana Anchise, defunto padre di Enea Apollo, Dio della Pace Minerva, Dea della Saggezza Pigmalione, fratello di Didone Sicheo, defunto sposo di Didone Marte, Dio della Guerra Camilla, condottiera dei Volsci Acca, compagna di Camilla Arrunte, guerriero etrusco alleato di Enea Eurialo, giovanissimo compagno di Enea Niso, giovane compagno di Enea Cortigiani, cittadini e guardie di Cartagine, compagni di Enea, Ombre dell'Averno, assassini
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