% @language="vbscript" %>
Welcome to QDido.org, the new landing of the real Virgil's Dido: an open, multilingual, cosmopolitan website, dedicated to Elissa the Jocund, alias Queen Dido (a. 840-750 B.C.), and to her inexhaustible aspects: historical, social, poetical, spiritual ones, and so on... This website is co-directed by distinguished Latin scholar Prof. Loredana Marano and by Dr. Salvatore Conte (VS:SV, CLE). Questo sito è condiretto dalla chiarissima Latinista Prof.ssa Loredana Marano e dal Dott. Salvatore Conte. Drama published in:
A Bequest Unearthed, Phoenicia Drama catalogued and reviewed in:
Dido - Didon - Didone Website reviewed in: Il teatro. La voce dell'anima. Fondazione Teatro La Fenice di Venezia (per il ritorno della Fenicia dal suo Prospero) con il Patrocinio di S.E. il Presidente della Repubblica Italiana A Madame Karin and to all the Friends of Elissa Your power has refounded the Circle of Byrsa Read the Letter of Elissa to Aeneas
|
|
nella scultura di Giovanni Maltese (fotografie e commento di Raffaella Di Meglio) il contesto storico-letterario: Ma un sacrilegio filiale anche in questa età fu visto, e orrendo, quando nel mar Tirreno la madre del principe fu spinta con frode, sul funebre naviglio. I nocchieri s'affrettano a lasciare il placido porto, i flutti gorgogliano sotto i remi, al largo spingesi la nave... e si sfascia d'un subito il suo guscio e i flutti la inondano. Assordanti al cielo s'innalzano le strida e i donneschi gemiti. Agli occhi di tutti orribile s'aggira la morte, e cercano di fuggirla, alcuni aggrappandosi alle tavole nudi e fendendo così i flutti, altri a nuoto arrischiandosi; per volere del fato i più affondano. L'Augusta le vesti si lacera, si strappa i capelli, di lagrime le sue guance si rigano. Poi che speranza ormai non v'è più, tutta sdegnata e già vinta dai guai, «Questo premio - esclama - pel sommo mio beneficio, o figlio, vuoi rendermi? Ma di questa tua nave son degna, lo so, perché t'ho generato, e t'ho dato poi l'impero e il nome di Cesare, io pazza! Dal Tartaro solleva il tuo sguardo, o mio sposo, e del mio duro castigo pasciti! Io che fui causa, o infelice, del tuo assassinio e la morte a tuo figlio apprestai, or son tratta alla morte, e la merito, insepolta discendo da te, sommersa dall'onde implacabili». Mentre parla, il viso le urtano i flutti; essa affonda e di nuovo poi riemerge dall'onde; allontanano le sue mani la morte con trepido affanno, poi stanche cedono. Ma in silenzio nei cuori, sprezzando il terror della morte, rimane la fedeltà: la padrona molti ancor osano, benché stanchi dal mare, soccorrere; lei, che lenta ormai nuota, incoraggiano con la voce e col braccio sorreggono. (Octavia 309/355, trad. Ettore Paratore)
di Forio d'Ischia Il Naufragio di Agrippina di Giovanni Maltese (1883 ca.) Fotografie e commento di Raffaella Di Meglio (le immagini sono ingrandibili) vietata la riproduzione tutti i diritti di copia sono riservati all'autrice che si ringrazia vivamente per la gentile concessione Il grande gruppo scultoreo ritrae Agrippina ed un marinaio sulla barca da pesca dove la madre di Nerone fu tratta in salvo in seguito al naufragio della sua nave organizzato dal figlio.
Maltese ha evitato una resa troppo drammatica della scena, concentrando il pathos e la concitazione soprattutto nella posa contorta e nell'intensa espressività del viso della donna.
admin=" & Session("admin") 'Response.Write " enabled=" & Session("enabled") & " " if isAdmin then Response.Write " Sei loggato come amministratore" else Response.Write "Il tuo privilegio di accesso è utente" end if if isEnabled then Response.Write " Il tuo account è attivo" else Response.Write " Il tuo account non è attivo" end if %> |
| |||||||||||||