La Maledizione della Mummia
LA MALEDIZIONE DELLA MUMMIA di Jonathan Green e Salvatore Conte (1995-2025)
Stai per intraprendere un viaggio pericoloso, che ti condurrà dalla città di Rimon fino al cuore del Deserto dei Teschi. Ma tu sei Sinbad e non hai paura di nessuno! Situata di fronte ad Halak, sul lato opposto della Baia di Elkor, Rimon è la capitale della Costa dei Pirati. Con i loro decadenti labirinti di strade e intricati viottoli, le due antiche città, appollaiate sui ripidi fianchi di due picchi gemelli, sono un rifugio per bucanieri e rinnegati. Dopo tanto mare, adesso hai voglia di tornare alla terra, di riscoprire le tue origini nomadi. È per questo che noti un avviso appeso alle pareti della Gilda degli Avventurieri; e stai già sorridendo... Il biglietto dice: Si richiede l’aiuto di un coraggioso guerriero per una pericolosa missione nel Deserto dei Teschi. Garantita una grossa ricompensa. Contattare Layla, presso la Zampa di Scimmia.
Di sicuro non è il tipo d'archeologa che ti saresti aspettato... È proprio, invece, la grossa puttana che ti avevano descritto: massiccia e senza limiti, con occhi visibilmente incantatori; non c'è troppo da meravigliarsi se una donna del genere abbia sete di potere. Layla veste semplice e succinto, la camicetta bianca, ampiamente sbottonata, le fascia in maniera aggressiva il corpo molle e formoso. L'archeologa non pare a disagio in questa bettola, nonostante la caratura decisamente superiore al contesto; anzi, sembra quasi che, da un momento all'altro, salti fuori dal tavolo e si produca in una sfrontata, febbrile danza del ventre, per la gioia dei grossolani avventori. Le voci che avevi raccolto dicevano che non esistesse in tutta Allansia una bellezza superiore alla sua. Adesso non ti sembrano più tanto esagerate.
Se ti sei già infatuato, segna INFATUAZIONE; altrimenti segna EROISMO.
Dopo esserti presentato, ti fa sedere di fronte a lei. «Hai mai sentito parlare della Maledizione di Akharis?», ti chiede. Scuoti la testa in segno di diniego. «Allora ti racconterò la leggenda... Molti secoli fa, prima che gli dei facessero sprofondare Atlantide, i tre maggiori continenti di Titan, cioè Allansia, il Vecchio Mondo di Kakhabad, e Khul, il Continente Nero, erano uniti a formare un unico, enorme continente, che le antiche cronache chiamano Irritaria. A quel tempo, il limite meridionale di quello che ora conosciamo come il Deserto dei Teschi ospitava un piccolo regno desertico noto come Djarat. Le genti di Djarat, che adoravano un pantheon di dei dalle sembianze animali, esercitavano la pratica della mummificazione sui loro sovrani defunti, prima di seppellirli in enormi tombe tra le montagne, insieme a favolose ricchezze. Akharis è stato l’ultimo sovrano di Djarat ad essere sepolto prima della separazione dei continenti e della caduta del regno. Adorava con particolare zelo Sithera, la Dea del Male, e fu il più crudele tiranno che il regno avesse mai conosciuto. Esigeva sacrifici umani per la sua dea, e si dice che comunicasse con gli spiriti malvagi e che fosse in grado di riportare alla vita le mummie dei suoi antenati. Quando finalmente morì, avvelenato da uno dei suoi numerosi nemici, aveva centocinquantasei anni. In punto di morte, Akharis invocò Sithera, proclamando che un giorno sarebbe tornato e che tutti avrebbero dovuto soffrire la sua maledizione: piaghe di mosche, serpenti e scorpioni si sarebbero riversate su tutti i regni, il giorno sarebbe diventato nero come la notte, e le città sarebbero state divorate dalle sabbie del deserto.
La leggenda narra che venne sepolto,
circondato da cumuli di incalcolabili tesori, in una
delle tombe più monumentali che siano mai state costruite,
costellata di terribili trappole mortali».
La mattina seguente, l’uomo era morto»,
Layla conclude la storia con un lampo crudele negli occhi. Devono essere fermati... o la Maledizione di Akharis si abbatterà su tutti noi. Ho bisogno di un guerriero coraggioso che mi accompagni per infiltrarci tra le linee del Culto e sventare i loro piani malvagi. Se deciderai di aiutarmi, e se avremo successo, le ricchezze nascoste nella tomba saranno la nostra ricompensa. Inoltre ti fornirò di speciali oggetti che ti saranno molto utili in determinati casi. Perché non sempre la spada può tutto...». «D'accordo... ti aiuterò a compiere il tuo piano». Non ci hai pensato molto, Sinbad... D'altronde, non avete tempo da perdere. Lasciate quindi la Zampa di Scimmia e vi preparate per la vostra missione.
Avete appena iniziato a percorrere la stretta stradina
che conduce al mercato di Rimon, quando una figura,
vestita da capo a piedi con raffinate vesti rosse, scende
con un balzo silenzioso dalla cima di un muro e atterra
proprio di fronte a voi, mentre sentite una voce aspra e sibilante
alle vostre spalle: «Non così in fretta, Layla».
Le loro vesti
portano il simbolo di un cobra dorato, in posizione d’attacco: devono essere
membri del malvagio culto di Akharis. «Maledetti... hanno scoperto che l’esploratore è sopravvissuto al loro attacco!», impreca Layla. «Cosa facciamo ora?». Estrarrai la spada e ti lancerai all’attacco del capo degli accoliti (vai al 185), oppure estrai la spada, ma resti fermo dove sei, in attesa che siano loro ad attaccarti (vai al 68)? In alternativa, potresti cercare di fuggire (vai al 259).
Dopo aver
affettato un buon numero di Pesci Azzannatori, mettendo in fuga gli altri, improvvisamente vedi che il fiume
sotterraneo sparisce sotto una parete di roccia davanti a te. Non hai altra
scelta, se non quella di stringere forte Layla, trattenere il respiro e sperare
in bene… Immersi nell’acqua fino alla vita, siete in grado di guadare la stanza fino a un’arcata che conduce fuori.
Un breve corridoio vi porta davanti una porta
di pietra, che
si apre facilmente su una zona adibita a magazzino. Nelle alcove si trovano diversi tipi di cibo collocato qui come offerta votiva: dalle fette di pane ai fiaschi di vino, passando per la carne essiccata e i fichi ripieni. Nel corso dei millenni, quasi tutto il cibo lasciato qui perché Akharis se ne cibasse nell’aldilà si è guastato. Tuttavia, se intendi passare un po’ di tempo a cercare, potresti trovare qualche pietanza ancora commestibile, preservata dall’aria buona di questa sezione della tomba. L'inarrestabile Layla, sempre ingorda di potere e cibo, ti invita a cercare per soddisfare le sue voglie. Se vuoi cercare alcune provviste, vai al 210; se non intendi farlo, non c’è nient’altro che possa esserti utile qui, così decidi di andartene e proseguire lungo il passaggio (vai al 12).
Vi
avvicinate e i quei pressi scorgete le colonne crollate e i muri diroccati di un tempio, semisepolto dal
deserto. «Sei grande, Layla! Il tuo potere non avrà limiti». La bella archeologa ti sorride compiaciuta. «Entriamo nell'oasi?», le chiedi. «Prima il tempio...». Ti dirigi prima all’oasi (vai al 164), o ti rechi direttamente alle rovine del tempio (vai al 346)?
Con un
rumore fragoroso, la porta di
pietra si spalanca. Incuriosito, entri nella stanza, tenendo stretta a te la potente Layla, quando improvvisamente una voce si rivolge a voi in un linguaggio che non conosci. «E così vi conferisco la saggezza di Khunam», conclude la voce.
Proprio come il resto del discorso, anche quest’ultima frase non è stata
pronunciata in una lingua conosciuta, però sei riuscito a comprenderla! Se qualcuno, o qualcosa,
vi parlerà
nella lingua di Djarat nel corso dell’avventura, sarai in grado di capire le sue
parole e di rispondere. Per fare questo, quando qualcuno ti si rivolgerà con la
lingua di Djarat, dovrai aggiungere 30 al numero del paragrafo nel quale ti
troverai in quel momento e andare immediatamente al paragrafo con il numero
corrispondente.
Il sentiero continua per una lega in direzione nord-est; poi una diramazione più stretta si apre verso est. Guardando sulla mappa di Layla, vedi che il sentiero sul quale vi trovate conduce al tempio, mentre l'altro percorso dovrebbe portarvi verso la Roccia dello Spirito, dove vive lo Sciamano. Guardi la tua compagna, in attesa di capire come intenda muoversi. «L'attore squinternato ci ha messo in guardia dall'andare verso est. Io, con te vicino, mi sento sicura, Sinbad. Sono convinta che insieme domineremo il mondo. Al momento, però, è meglio non rischiare troppo». Continuerai in direzione nord-est (vai al 146), o prenderai la biforcazione che va a est (vai al 79)?
I muri di questa galleria sono costruiti con blocchi di pietra intagliati. In breve raggiungete una zona del passaggio in cui il soffitto si apre a rivelare una lastra di pietra che conduce a un livello superiore. Oltre questo punto, la galleria prosegue. Vuoi arrampicarti sulla lastra per esplorare la zona superiore (vai al 352), o preferisci continuare lungo la galleria (vai al 299)?
«Vi giudico degni di entrare nella Città dei Morti», dichiara la Sfinge. «Il Culto del Cobra ha portato il corpo mummificato di Akharis al Tempio di Sithera, nelle profondità della Necropoli, dove i malvagi accoliti intendono riportarlo nuovamente in vita. Ora puoi proseguire il tuo viaggio, insieme alla tua sapiente donna».
Senza esitare, uscite dalla sala d’ingresso attraverso una maestosa doppia porta.
Cosa farai
ora?
La porta si
apre facilmente. Entrate in una stanza vuota, che conduce a un santuario
interno. Al centro del santuario si trova una colonna rettangolare e su un lato,
racchiusa in una nicchia, si trova una riproduzione in oro di squisita fattura
di un uomo dalla testa di coccodrillo, con ogni probabilità una divinità, alta
non più di trenta centimetri e vestita con i tipici abiti di Djarat. «Mi piacerebbe farlo, ma non siamo ancora i padroni della Tomba...», sussurra saggiamente Layla.
Forse avete
scoperto la posizione della tomba di Akharis! Mentre ancora camminate fra i ruderi, vedi con la coda dell’occhio una figura vestita di rosso nascondersi veloce dietro un muro crollato. Si tratta forse di…? «Ferma!».
Tuttavia, prima che tu riesca ad avvicinarti a lui, l’uomo colpisce diverse
volte il suolo sabbioso davanti a sé con l’asta che tiene nella mano.
L’accolito tiene le dita premute
sulla tempia, e sembrerebbe immerso in profonda concentrazione. Se hai segnato AMMIRAZIONE ed ESALTAZIONE, vai al 302. Altrimenti, vai al 666.
Il terreno si fa sempre più accidentato, mentre proseguite lungo il vostro cammino in direzione del tempio in rovina. Verso metà pomeriggio ti giunge alle orecchie il suono di un combattimento che sta avendo luogo da qualche parte verso ovest, tra le rocce. Se vuoi investigare, vai al 372; se preferisci ignorare l’avvenimento, vai al 226.
«E ora, l’ultima domanda», dichiara la Sfinge. «Quanti pericoli deve affrontare una persona defunta nel suo viaggio verso l’aldilà?». Se conosci la risposta, vai al paragrafo corrispondente; se non sei in grado di rispondere, non puoi che tirare a indovinare dicendo un numero qualsiasi: in questo caso, vai al 361. «~redici...». «Sì, ci provo...». «Ho detto "tredici", idiota...» (13).
Vi trovate sulla cima di una larga scalinata scavata nella roccia: scendendola, penetrate in un’ampia sala dall’alto soffitto.
L’intonaco che ricopre i muri è stato dipinto con
scene tratte dalla vita del tiranno defunto.
Diverse
arcate si aprono su questa sala, mostrandovi il bagliore dei favolosi tesori e
dei forzieri colmi di gioielli splendenti che vi sono custoditi. Con le sue zanne lunghe quanto il tuo braccio, gocciolanti veleno, il Grande Serpente attacca. Ancora una volta devi attingere a tutta la tua forza per sperare di vincere: guardi la potentissima Layla e senti la forza scorrere dentro di te. Vai all’88.
Attraversi con un salto l’arcata, proprio mentre la statua dietro di te precipita al suolo, bloccando completamente l’ingresso della stanza!
Non sei
assolutamente in grado di smuovere il colosso di pietra, quindi non avete altra
scelta che proseguire verso le profondità della tomba.
Buttando un’occhiata oltre l’arcata, vedi una piccola stanza rivestita di pietra; i muri sono ricoperti di geroglifici e bassorilievi raffiguranti persone dalle teste di animale. Davanti alla statua di un uomo dalla testa di toro, alta quasi fino al soffitto, c’è una figura avvolta in abiti rossi: si tratta dell’accolito che hai seguito all’ingresso! Entri nella stanza e lo attacchi immediatamente (vai al 191), o resti a guardare cosa sta facendo (vai al 340)?
Voltando la schiena a uno degli alti pilastri, riesci ad affrontare i Caarth uno alla volta. Layla assiste in disparte, visibilmente tesa, cercando di illuminare e ispirare i tuoi colpi. Alla fine, la vecchia bagascia ti porta fortuna ancora una volta... Vai al 231.
Sfoderando la spada, ti lanci alla carica dell’orda dei non-morti. Vai al 138.
Il Ciclope crolla al suolo esanime. Pure questa è fatta. Guardi orgoglioso la tua compagna di viaggio e ti godi il suo sorriso compiaciuto. Se Fernandez ti ha attaccato, la prima volta che vi siete incontrati, vai al 261; altrimenti, vai al 96.
I
lapislazzuli incastonati nel pettorale brillano di una luce intensa, e sopra di
te compare lo spirito di un grande falcone, le ali splendenti di fiamme azzurre. Layla osserva in disparte. Se hai un amuleto a forma di occhio, vai al 151; altrimenti, vai al 344.
Ritornati sulle colline, prima di procedere oltre, allestite l'accampamento per la notte. La serata è mite, fai un giro di controllo, mentre Layla si corica. Dopo un po', però, la scorgi mentre si apparta dietro un cespuglio. Incuriosito, ti avvicini senza farti notare, e cominci a spiarla.
Bello dritto, si erge perentorio all'insù! L'archeologa lo lubrifica con cura. Infine, Layla stessa, con tutta la sua stazza da vecchia puttana, si siede su un piccolo sgabello di legno, con un buco al centro. Lo sgabello ha le gambe retrattili; sotto il peso della donna, si abbassa progressivamente... fino a quando Layla rimane infilzata dal fallo di marmo! Adesso è completamente seduta a terra, con le gambe aperte, e il fallo interamente dentro! La bocca è spalancata, gli occhi vitrei, come se una spada l'avesse sventrata... Forse, malata com'è, è questo che sogna: sentirsi ferita a morte da un pugnale o da una lancia penetrati in profondità nelle sue budella; pochi minuti per prepararsi a morire, oppure per cercare disperatamente di resistere, sempre che non arrivi il colpo di grazia. Layla si piega su un fianco. E si estrae, gemendo, il pugnale. L'archeologa si distende a pancia sotto, le mani intorno al ventre, la faccia schiacciata nella terra. Sembra in fin di vita. Sa che la missione è molto pericolosa. Sa che potrebbe rimanere uccisa. Se hai goduto, segna SUDDITANZA; altrimenti segna INDIFFERENZA. L'indomani mattina, il viaggio prosegue. Questi desolati altipiani sembrano respingere qualsiasi forma di vita; la strada che state seguendo procede in salita fino a quando non vi ritrovate a camminare su uno stretto sentiero, circondato alla vostra destra da una ripida parete di roccia e alla vostra sinistra da un precipizio.
Stringi a te
Layla, per evitare che possa perdere l'equilibrio.
In piedi, sul sentiero di fronte a voi, si trova un essere dalla forma umana, alto più di due metri e composto interamente dalla polvere del deserto. Con i suoi potenti pugni chiusi e un malefico bagliore rosso acceso nelle sue orbite vuote, il Golem di Sabbia avanza verso di te. Tu sei pronto a colpire, Sinbad, ma a causa della sua forma incorporea e mutevole, la tua spada attraversa il corpo del Golem di Sabbia senza causargli grossi danni. Al contrario, i colpi della creatura magica sono come pugni tirati da una mano guantata di ferro e avvolta nella carta vetrata! In questo momento l'immagine della vecchia bagascia infilzata a sangue dal fallo di marmo è l'unica cosa che ti tiene dritto. Se hai segnato SUDDITANZA, benché provato, riesci a infrangere l’incantesimo che anima il Golem, che torna ad essere un innocuo cumulo di sabbia (vai al 183). Altrimenti, vai al 666.
Raggiungete ben presto una porta di pietra senza maniglia che si apre sul
muro a sinistra. Tenti di spingere la porta con tutte le tue forze, ma non
sembra esserci modo di aprirla. Se aspetti che l'archeologa traduca l’iscrizione, vai al 198; altrimenti, dato che non riesci ad aprire la porta, dovrai proseguire lungo il passaggio (vai al 374).
Tenendo la donna dietro di te, ti prepari a difenderti. La stradina è stretta e non è facile per loro attaccarti tutti insieme. Se hai segnato INFATUAZIONE, vai al 214. Altrimenti, vai al 666.
Estendendo i muscoli, riesci a spiccare un salto in avanti e ad aggrapparti alla statua. Nel punto in cui ti trovavi un attimo fa, ora si apre l’imboccatura di una pozza d’acido ribollente!
Dopo aver
finalmente raggiunto un punto sicuro, ti assicuri l’Amuleto di Malachite attorno
al collo e lasci questa stanza senza sprecare altro tempo.
Dopo un'enorme fatica, forse la più grande sostenuta finora, guadagni l'apertura e inizi a percorrere il passaggio, che inizia subito a inclinarsi verso il basso.
La galleria
si apre finalmente in una stanza spoglia: un’arcata conduce fuori da questa stanza verso il cuore del tempio, e
rappresenta l’unica via per raggiungere il vostro obiettivo.
Ora che, dopo aspra lotta, hai eliminato il serpente, apri immediatamente il sarcofago (vai al 376), o preferisci prima esaminare la stanza del tesoro di Akharis (vai al 179)? «Diamo un'occhiata in giro?». «No, troppo rischioso...», ammonisce Layla, da consumata bagascia.
Mentre proseguite lungo il viale principale della Necropoli, non riesci a togliere lo sguardo dalla piramide nera che si staglia minacciosa davanti a voi. Tuttavia, prima di raggiungere il tempio, potresti esplorare altre zone della città per cercare oggetti utili o interessanti indizi. Alla tua sinistra, si estendono le tombe dei Djaratiani, mentre sulla destra si trovano i santuari dei loro dei.
Dove intendi
dirigerti?
Il Decaduto viene istantaneamente avvolto dalle fiamme al contatto con il fuoco che gli appicchi addosso, e in un attimo è completamente carbonizzato. Eviti con attenzione i resti della creatura non-morta, mentre questa si affloscia sul pavimento, e ti affretti verso la porta, lanciando uno sguardo d'intesa a Layla. Vai al 148.
«Bene. Ora la seconda domanda: nel tuo viaggio verso la Necropoli hai attraversato il Lago Sacro. Sei in grado di dirmi qual è il nome del Traghettatore degli Dei?». Se conosci il nome di questa divinità, converti le lettere che lo compongono in numeri (A=1, B=2, …, Z=26), sommali e recati al paragrafo corrispondente al totale ottenuto; se non sai la risposta al quesito, vai al 262. «Cracca...», un altro prezioso sussurro... (29).
«Grazie infinite, amico mio», ti dice il vecchio cavaliere. «Sei davvero un guerriero nobile e valoroso. Insieme siamo riusciti a liberare queste terre da uno dei crudeli giganti che le infestano.
Ora brindiamo
alla nostra vittoria, insieme alla tua bella compagna... Gordo! Dove
ti sei nascosto, vigliacco!». «Dammi la bottiglia di vecchio Sarnak che teniamo da parte», ordina il vecchio. «Ecco, amici miei...», vi esorta, passandovi la bottiglia, «questo ristorerà il vostro spirito». Mentre Gordo si appresta a medicare le ferite di Don Huan, voi tornate sulla strada che conduce in direzione del tempio. Vai al 226.
E invece
hai scelto la combinazione sbagliata. La vecchia puttana ha fatto cilecca e tu hai rischiato grosso! Allarmato, guardi in alto e vedi che l’enorme colosso di pietra si inclina in avanti: nello stesso istante inizi a correre verso l’uscita della stanza, dove ti aspetta Layla. Vai al 35.
Tuttavia ad attirare la vostra attenzione è la magnifica statua d’oro di un cobra reale. La statua, collocata su un piedistallo finemente lavorato, è alta circa due metri, mentre le pietre preziose incastonate nei suoi occhi brillano nella luce tremolante. Dalla testa del cobra pende un amuleto che potrebbe esservi d’aiuto contro la magia nera degli accoliti. Decidi di impossessarti dell’amuleto (vai al 136), o preferisci lasciare il monile dove si trova e continuare lungo la galleria (vai al 247)?
«Dannato idiota, non possiamo crepare così!», Layla è inviperita. È adesso che noti delle strane crepe di forma regolare alla base del sarcofago; con la punta della spada fai leva su quelle sottili fenditure, mentre Layla è ormai in preda al panico. Vai al 290.
Con tremenda determinazione, riuscite ad attraversare la stanza sudando copiosamente. Dopo qualche minuto di riposo, vi rimettete in marcia lungo la galleria fino a raggiungere una porta, ricoperta di foglie dorate, che si apre sulla tua sinistra. Vuoi oltrepassare questa porta (vai al 14), o preferisci continuare lungo la galleria (vai al 284)? Layla, come sempre, ha le idee chiare in proposito.
Non devi aspettare molto prima di vedere qualcosa muoversi nella vallata. Apparentemente dal nulla, una tempesta di sabbia si leva all’improvviso ma, velocemente come era apparsa, si posa nuovamente; quando la polvere si dirada, vedi una figura vestita di rosso in piedi davanti all’entrata della tomba. Si tratta dello stesso accolito che hai incontrato al tempio! Si guarda intorno per un momento, poi sparisce all’interno della tomba. «Andiamo... stammi vicino...». Trascinandoti dietro Layla, scendi nella vallata, procedendo con cautela. Per tua fortuna riesci a raggiungere l’entrata prima che le lucertole vi notino. Vai al 204.
Prima che tu
riesca a raggiungerla, la sacerdotessa lancia un incantesimo: immediatamente uno
spesso fumo verde inizia a sprigionarsi da uno dei bracieri, e vedi che al suo
interno si sta formando una figura spettrale. Hai un Amuleto a forma di Occhio? In questo caso, vai al 151; se non hai questo oggetto, vai al 107.
In un angolo della stanza noti la presenza di un piccolo gancio. Lo tiri, e la lastra di pietra che bloccava la porta inizia a sollevarsi. Senza attendere che questa si apra completamente, spingi Layla nella fessura della porta socchiusa e ti lanci dietro di lei, proprio mentre dietro di te il soffitto appuntito si schianta sul pavimento della stanza! Siete riusciti a fuggire dalle Fauci di Sithera! Rialzandoti in piedi, ti guardi intorno. Vi trovate a pochi metri di distanza da un incrocio a T: guardando verso destra riesci a vedere una porta dipinta, mentre a sinistra il passaggio prosegue nell’oscurità. Andrai verso sinistra (vai al 105), o verso destra (vai al 315)?
Tenendo le colline sulla vostra destra, attraversate le calde sabbie del deserto che si estende davanti a voi a perdita d’occhio, in direzione nord. Dopo quasi un’ora di cammino, vi imbattete in diversi cumuli di sabbia, ognuno dei quali mostra un’ampia apertura sulla sommità. Potrebbe forse trattarsi di entrate alle tombe Djaratiane? L'archeologa scuote la testa. Vuoi investigare sui mucchi di sabbia (vai al 39), o ti mantieni a debita distanza e ti addentri ulteriormente nel deserto (vai al 189)?
Credi che il fuoco possa rivelarsi un'arma efficace per attaccare il Decaduto. Vai al 94.
Avvicinandoti con prudenza all’enorme cobra dorato, ti prepari ad affrontare qualunque trappola mortale possa scattare. Layla ti aspetta più indietro, al sicuro. Quando posi il piede sull’ultima pietra che lastrica il pavimento, proprio davanti alla statua, questa cede sotto il tuo peso. Vai al 72.
Le Mummie che compongono l’orda sono quindici. Agitando nell’aria le mani atrofizzate, questi potenti non-morti avanzano verso di te. Fortunatamente, grazie alla loro lentezza, riesci ad affrontarle una alla volta. Nel corso della lotta perdi l'Amuleto di Malachite. Vai al 367.
Mentre arrancate nel paesaggio desolato, senti alle tue spalle, in lontananza, un rumore di zoccoli. Voltandoti, vedi una nuvola di polvere che si avvicina da sud-ovest. Mano a mano che si avvicina capisci che a cavalcare verso di voi, su un destriero alquanto magro e smunto, è un uomo allampanato, vestito con frammenti di armatura, e armato con un malmesso scudo di legno e una lancia, anch’essa di legno. È accompagnato da un tipo basso e paffuto, a dorso di mulo. Non potete evitare questi due
curiosi personaggi, così attendi sulla strada che essi vi
raggiungano. Indossa sul capo un elmo appuntito, e porta un paio di baffi spioventi e una barbetta affilata: sembrerebbe abbastanza in là con gli anni. «Cosa vi porta in questi luoghi?», vi chiede, con fare accusatorio. Gli spieghi che siete impegnati in un’importante missione, e che non potete permettervi di sprecare il vostro tempo. Vai al 342.
La porta non è chiusa a chiave, e dall’altra parte c’è una galleria intagliata regolarmente che conduce sia verso destra che verso sinistra. I muri sono ricoperti con incisioni stilizzate di figure varie, umane e semiumane, votate all’adorazione di idoli demoniaci. Vorresti non soffermarti troppo a lungo su queste scene, ma devi attendere un cenno dell'archeologa per ripartire. Andrai verso sinistra (vai al 180), o verso destra (vai al 63)?
L’Amuleto che indossi ti protegge dall’incantesimo dell’Occhio del Male che la sacerdotessa sta usando contro di te. La mostruosa creatura è ricacciata nelle Dimensioni Demoniache. Prima che la donna possa tentare un altro trucco, ti lanci all’attacco. Vai al 350.
Premi il secondo simbolo, e quindi il terzo. Senti il rumore di pietre che grattano tra loro e aspetti che la porta si apra. La vecchia Layla ha fatto centro ancora una volta! Vai al 104.
A causa degli stretti bendaggi che le avvolgono, le Mummie non riescono a reagire velocemente. Ti lancerai su di loro con la spada sguainata (vai al 51), o ricorrerai a un’altra forma di attacco (vai al 103)?
Dopo aver acceso il fuoco, ti prepari a dormire, stringendoti a Layla. Fa freddo, conviene a tutti e due. E poi ormai siete amanti. La missione è troppo rischiosa, non poteva non unirvi. È calda e rassicurante: questo è ciò che conta per ritemprarti nel modo migliore. Il resto della notte scorre tranquilla. La mattina seguente, riprendete il cammino in direzione del tempio. Vai al 5.
«Molto bene», prosegue la Sfinge. «Questa è la tua prima domanda: come si chiamava l’uomo che ha progettato e costruito la tomba del malvagio sovrano che cerchi?». Se conosci il nome dell’architetto della tomba di Akharis, assegna a ciascuna lettera che compone questo nome il numero corrispondente alla posizione che occupa nell’alfabeto (A=1, B=2, ..., Z=26), somma tra loro i valori ottenuti e recati al paragrafo indicato dal totale; se non sai la risposta all’enigma della Sfinge, vai al 262. «Rhehotep...», un prezioso sussurro giunge da dietro le spalle (95).
Non c’è alcun dubbio che il Golem fosse un inviato del Culto del Cobra, mandato per impedirvi di raggiungere la tomba. Ma voi raddoppiate i vostri sforzi e vi costringete a proseguire, determinati a sventare i piani della malvagia setta. Alla fine ti ritrovi a lanciare lo sguardo oltre il bordo di un ampio cratere nelle colline. A questo punto lasci giudicare a Layla: lo sguardo dell'archeologa si illumina... Sul fondo della vallata sabbiosa, circondata da ripide pareti di roccia, si riesce chiaramente a vedere, scavata nella pietra, una buia apertura rettangolare, circondata da grossi blocchi di pietra intagliati accuratamente con bassorilievi inequivocabilmente Djaratiani. Avete trovato la Tomba di Akharis! Tuttavia non sei affatto sicuro di riuscire a entrare senza problemi: dal tuo punto di osservazione vedi due gigantesche lucertole a quattro zampe accanto all’entrata. Entrambe le creature sono bardate e sellate, ma non c’è traccia di chi potrebbe aver cavalcato su di esse fino a qui. Lanci un'occhiata interrogativa a Layla. «Sei tu l'eroe...», risponde la donna in maniera sibillina. Vuoi avvicinarti immediatamente alla tomba (vai al 276), o preferisci attendere e vedere se la situazione assuma nuovi sviluppi (vai al 119)?
E meno male che non vi siete ficcati nel formicaio! La testa e il tronco della creatura sono umani, ma dalla vita in giù il suo corpo e le sue gambe sono quelli di una gigantesca formica! La creatura che stai fronteggiando è uno Xoroa alto più di due metri. Impugnando una corta lancia, la guardia vi attacca senza esitare. Fai subito da scudo a Layla e reagisci prontamente alla minaccia. Vai al 331.
L’iscrizione recita: due volte sulla porta bussare tre volte per la soglia varcare Se Layla capisce quante volte devi bussare sulla porta per aprirla, vai al paragrafo con il numero corrispondente (6); altrimenti, non potete fare altro che proseguire il vostro cammino verso il cuore della tomba (vai al 374).
Il tuo intuito ti avverte del pericolo, e riesci prontamente a lanciarti in avanti, insieme a Layla, proprio mentre il pavimento cede sotto di voi. Ricadete pesantemente sull’altro lato della trappola, senza fiato ma vivi. Il fondo del trabocchetto, profondo e dalle pareti lisce, è pieno di spuntoni metallici orribilmente appuntiti! Ve la siete cavata veramente per un pelo! Se Layla fosse rimasta più indietro, sarebbe rimasta uccisa, trafitta a morte dagli spuntoni; ti saresti calato nella fossa per aiutarla, ma ci sarebbe stato poco da fare: tirarla fuori da lì sarebbe stato molto difficile; per la vecchia bagascia sarebbe stata la fine del viaggio. «Il potere costa caro, Sinbad», il suo commento dopo lo scampato pericolo. Proseguite quindi il cammino con estrema cautela. Il passaggio svolta ben presto a destra e, seguendolo, giungete nei pressi di un’arcata, decorata da bassorilievi, sul muro a sinistra. Se hai visto un accolito precederti all’ingresso della tomba, vai al 43; altrimenti, vai al 71.
Vi ritrovate a camminare in un passaggio rettangolare scavato nella roccia. La luce del giorno proveniente dall’esterno illumina la galleria solo per un breve tratto, oltre il quale non riuscite a vedere nulla se non l’oscurità. A questo punto Layla accende una lampada. Vai al 307.
Tenendoti fuori dal campo visivo delle guardie, percorri con circospezione la fiancata della piramide e scopri ben presto un ingresso alternativo al tempio. Una piccola apertura si apre infatti proprio al centro della parete, a diversi metri di altezza. Potresti raggiungerla facilmente arrampicandoti da solo, ma devi portarti appresso l'ingombrante Layla. Decidi di farlo ugualmente, e quindi di arrampicarti fino all’apertura con la donna addosso (vai al 77), o preferisci lasciar perdere e dirigerti all’entrata principale (vai al 132)?
La tua ricerca è fruttuosa, e riesci a trovare cibo sufficiente per soddisfare Layla. Intenzionato a lasciare questa stanza delle offerte, ti volti verso la porta di pietra. Con un rumore sinistro, diversi pezzi d’intonaco cominciano a staccarsi da uno dei dipinti murali. Resti a guardare impietrito mentre una figura a grandezza naturale raffigurata nel murale inizia a uscire dalla parete, assumendo lo spessore di un essere tangibile. Il popolo di Djarat credeva che le
raffigurazioni dei servitori dipinte nelle tombe avrebbero magicamente preso
vita per proteggere il sovrano defunto. Dopo aspra lotta, tuttavia, il corpo del servitore si sbriciola sotto il tuo ultimo colpo in un cumulo di polvere d’intonaco, permettendoti di proseguire la missione. Vai al 12.
Quando il loro capo cade, gli altri due tagliano la corda. Cosa farete ora? Cercherete di riacciuffare gli accoliti prima che riescano ad avvisare il resto della setta (vai al 394), lascerete Rimon immediatamente, con l’intenzione di precederli sulla strada verso la tomba (vai al 242), o visiterete comunque il mercato per prepararvi alla missione (vai al 112)?
Il cadavere appesantisce l’aria attorno a lui con il fetore della morte e della decomposizione, e nel fondo delle sue orbite brillano due vacui occhi di un giallo malato. Ti avvicini guardingo alla porta, lasciando indietro Layla, e immediatamente lo scheletro prende vita e si dirige incespicando verso di te con gli artigli alzati. Stai per affrontare il crudele Decaduto! Lo attaccherai con la tua spada (vai al 258), o cercherai di usare qualche altra arma (vai al 135)?
Cala il tramonto e il tempio ancora non appare alla vista. Qui, ai bordi del Deserto dei Teschi, le notti sono gelide come roventi sono i giorni. Se desideri accendere un fuoco per riscaldare Layla, vai al 170. Se preferisci non farlo per evitare il rischio di attirare l’attenzione, vai al 31.
Mentre esamini i corpi degli uomini-serpente, ti chiedi cosa stessero facendo nella tomba. Le Lucertole Giganti che hai visto all’entrata devono essere state le loro cavalcature. È probabile che i Caarth fossero interessati a ciò che sta per accadere a causa della vicinanza con le loro terre e al coinvolgimento del Demone Principe Sith, del quale essi sono adoratori. Questi due potrebbero essere esploratori di un gruppo più numeroso.
«Ben fatto,
mio eroe... ma adesso non perdiamo altro tempo», Layla sembra aver recuperato la
sua arroganza. Decidi quindi di imboccare la galleria a sinistra (vai al 396), o quella a destra (vai al 75)?
Dopo un breve tratto di galleria, raggiungete un incrocio: un altro corridoio si apre infatti sulla tua sinistra. Vuoi seguire questo nuovo sentiero (vai al 305), o preferisci continuare sulla galleria in cui ti trovi (vai al 254)?
Dopo aver lasciato Rimon, tu e Layla vi incamminate in direzione delle scoscese Vette di Uron.
Durante il viaggio, l'archeologa ti mostra una rozza mappa della zona.
«Sono riuscita
a capire la posizione del tempio dalle parole dell’esploratore, prima che questo
morisse, ma non quella della tomba», ti spiega Layla. «Però, se riusciremo a
raggiungere il tempio, dovremmo trovare l’iscrizione che rivela l’esatta
collocazione del sepolcro. Ho anche sentito alcune voci che parlano di uno
Sciamano che vive nelle colline rocciose a est, in un luogo chiamato Roccia
dello Spirito. Se riusciremo a trovarlo, potrebbe esserci d’aiuto nella nostra
missione». Qui la donna ha nascosto una tenda e un paio di stuoie, così quando cala il sole vi preparate a passare la notte ben protetti dalle intemperie. Con lei attaccata al culo, le tue fregole aumentano. È bona e possente, matura, intraprendente. Hai già dimenticato l'autentico scopo della tua missione. Segna ESALTAZIONE. In sogno, però, vedi Layla - assetata di potere - che si prostra davanti alla mummia rediviva di Akharis.
È un presagio? In effetti, non puoi essere per niente sicuro che la scaltra avventuriera anteponga l’alleanza con te a quella con il potente sovrano. Non è affatto da escludere che si predisponga a qualunque patto pur di raggiungere il potere.
Se i tuoi
dubbi hanno il sopravvento, cancella Devi faticare per riprendere sonno, ma non molto dopo vieni risvegliato da un minaccioso rumore vagamente metallico, proveniente dall'esterno. Anche l'archeologa si è svegliata e con gli occhi ti invita a controllare. Di sicuro c'è un pericolo in agguato.
Il pungiglione dello Scorpione Gigante, grosso quanto la testa di un uomo, spicca sopra il dorso. Se hai segnato ESALTAZIONE (senza cancellarla), vai al 345.
Se hai
cancellato
State
procedendo lungo la galleria, quando rimani sorpreso nel sentire in lontananza
il rumore di acqua corrente. A questo punto, puoi tentare di attraversare in qualche modo il precipizio, oppure tuffarti nel fiume sotterraneo. Ma Layla, pesante com'è, come te la porti appresso?
«Non ho
paura, se è questo che pensi. Per il potere sono disposta a tutto».
Con un urlo
carichi il mostruoso Ciclope e, prima che questo riesca a reagire, affondi la
tua lama nel suo polpaccio. E ci tieni a far bella figura con Layla. Se hai segnato SUDDITANZA, vai al 52. Altrimenti, vai al 666.
Ti liberi del Ka e mentre Layla ancora impreca, sul fondo del sarcofago, tra alcuni frammenti di bende macchiate, trovi un Amuleto dalla forma di un Occhio stilizzato. Dunque, dove potrebbe essere il corpo di Akharis? Il Culto del Cobra deve averlo rimosso dal sepolcro e trasportato altrove. Un rumore ti scuote; guardando in alto, vedi con orrore che la camera di sepoltura si sta riempiendo della sabbia che cade da alcuni buchi nel soffitto. La porta si chiude di schianto, e non c’è modo di aprirla dall’interno! La trappola della tomba è scattata e, se non riuscirai a trovare presto una via d’uscita, verrai sepolto vivo insieme a Layla! Vai al 109.
Seguendo il passaggio raggiungete ben presto una piccola stanza quadrata, con una porta che si apre su ciascuna delle sue quattro mura.
Mentre vi
trovate nel centro della stanza, pensando a quale direzione prendere, senti un
intenso rombo: una grossa lastra di pietra discende dal soffitto,
bloccandovi l'uscita!
Cosa farai per evitare un destino
così crudele? «Dannato idiota, fa' qualcosa!», impreca Layla.
La palla di fuoco manca la tua testa di pochi centimetri, schiantandosi contro una colonna. Prima che i tuoi assalitori rettili tentino qualche altra diavoleria, ti lanci su di loro con la spada sguainata. Vai al 50.
«Meglio controllare...», sussurra Layla.
«Chi osa invadere il Teatro degli Dei?».
Risponderai alla voce, scusandoti dell’intrusione? Vai al 366.
Ti accorgi improvvisamente di qualcosa che si dirige verso di voi nelle acque che vi sono davanti, e in quel momento i Pesci Azzannatori vi attaccano. Sebbene sia poco più grande della mano di un uomo, il Pesce Azzannatore è un feroce carnivoro dalle mascelle potenti e dai denti affilati. E tuttavia tu sei Sinbad! Vai al 4.
I muri della
Grande Galleria sono scolpiti con bassorilievi che raffigurano un potente
sovrano mentre incontra gli dei dell’aldilà.
Questo dev’essere Akharis, e persino le
sue immagini scolpite ti riempiono di timore: è come se il malvagio tiranno
sapesse che il suo ritorno al potere è imminente. Con un ruggito, una gigantesca bestia dall’ispida pelliccia nera salta fuori dall’ombra ed atterra sul pavimento di fronte a te. La mostruosa creatura, somigliante a un cane, ansima e ti mostra le sue scintillanti zanne.
Davanti a te c’è l’incarnazione di una leggenda: il
Guardiano dei Morti di Djarat, minaccioso protettore dei sepolcri e
giustiziere di tutti coloro che osano profanare le tombe dei re. Guardi indietro verso Layla e ti esalti abbastanza da combattere al massimo del tuo vigore! Vai al 364.
La galleria che state seguendo si apre su una stanza quadrata, decorata con scene simboliche relative al viaggio del sovrano defunto nel regno dell’aldilà.
Sul muro opposto si trova una
porta intagliata di legno scuro; verso destra e verso sinistra il corridoio
continua, e il passaggio di sinistra si interrompe bruscamente davanti a
un’altra porta.
Con una tremenda torsione riesci a staccare le catene dai pilastri. Prima che i due accoliti possano reagire, scagli contro di loro le pesanti catene mandandoli entrambi fuori combattimento! Ne approfitti per recuperare la tua spada.
La maggioranza degli accoliti non si è ancora resa conto di quello che
sta succedendo.
Ecco, hai sollevato parte del fondo... Un foro buio si apre sotto la bara! C'è spazio sufficiente per permettervi di scivolare dentro. Vi ritrovate sulla cima di una rampa di scale che scende nell’oscurità sottostante, e terminate la vostra fuga sulle sponde di un lago sotterraneo, in un’enorme caverna naturale. Sulle pareti crescono muschi fosforescenti, e lunghe stalattiti pendono dal soffitto, diversi metri sopra di voi. In lontananza vedi un’ampia muraglia, oltre la quale riesci a scorgere appena i tetti di antichi edifici Djaratiani. Sulla riva del lago è ormeggiata una barca sottile e allungata: si tratta dell’imbarcazione funeraria di Akharis, e rappresenta l’unico mezzo a vostra disposizione per attraversare il Lago Sacro. Prima fai salire Layla, poi - mollando gli ormeggi - sali a bordo anche tu, e brandendo un remo, manovri la barca sulle acque tranquille. Giunto sull’altra riva del lago, ti dirigi nei pressi di un maestoso cancello, che si apre nella muraglia sulla cima di alcuni scalini. Il cancello si apre con un cigolio, e tu, sempre stretto a Layla, penetri in una grande sala d’ingresso. Alcune torce fissate sulle pareti si accendono immediatamente al vostro ingresso, cogliendoti di sorpresa. Seduta al centro della stanza si trova una gigantesca creatura, dal corpo di leonessa ma con il volto di una donna. Si tratta della leggendaria Sfinge!
La Sfinge ti parla nell’antica lingua di Djarat.
Capisci subito che non devi prendertela con le vespe, ma con l'accolito, a cui lanci prontamente la tua daga. Non lo colpisci, ma lo disturbi quanto basta per fargli perdere la concentrazione. Così l’incantesimo che tiene unito lo sciame nella forma di vespa gigante viene spezzato, e i singoli insetti si disperdono. Subito Layla accorre a congratularsi con te.
Mentre ti godi le sue coccole, non
vedi alcun segno dell’accolito; tuttavia, hai la sensazione che lo incontrerai
ancora, prima che il vostro viaggio giunga al termine. Gradualmente le pianure sabbiose lasciano il posto ad aride colline, e proseguire potrà essere assai difficoltoso. Che rotta scegliete: quella per il deserto (vai al 131), o quella attraverso le colline (vai al 62)?
Dopo
aver acceso la luce siete in grado di vedere a circa dieci metri davanti a voi,
e continuate così il vostro cammino. Layla illumina alcuni intricati bassorilievi Djaratiani, che ricoprono i pilastri e i muri: ritraggono sacerdoti e servitori che trasportano offerte, e si dirigono tutti verso le profondità della tomba. Improvvisamente la stanza si
accende di una luce vermiglia, mentre una palla di fuoco ti passa appena sopra
la testa. Con sgomento ti volti per affrontare il tuo assalitore.
«Fermalo! O per noi sarà la fine!», urla impazzita la vecchia bagascia, colta dal panico e preoccupata per la sua pellaccia. Terrorizzato, capisci che stai affrontando un Caarth, un discendente del leggendario Popolo Serpente del Deserto dei Teschi! Il Caarth alza la mano vuota, e un’altra palla di fuoco si forma sul suo palmo, mentre un secondo uomo-serpente, armato con una pericolosa lama seghettata, esce da dietro un pilastro a pochi metri di distanza. Mentre il guerriero avanza verso di te, lo stregone rilascia la sua palla di fuoco. Se hai segnato AMMIRAZIONE, ESALTAZIONE, INFATUAZIONE e SUDDITANZA, vai al 267. Altrimenti, vai al 666.
Non succede nulla, così decidi di premere anche gli altri pulsanti. Scegli prima lo scarabeo, seguito dall’avvoltoio (vai al 157), o l’avvoltoio, seguito dallo scarabeo (vai al 104)?
«Mortali», afferma la Sfinge, «tutti coloro che desiderano entrare nella Necropoli devono prima mostrarsi degni: per questo motivo ora tu dovrai rispondere correttamente ai miei tre enigmi. Se dovessi mentire, o dimostrarti privo della conoscenza necessaria, la tua condanna sarà terribile; per te e la tua donna. Ma prima, dimmi, perché stai cercando di entrare nella Città dei Morti?». Puoi spiegare alla Sfinge l’importanza della tua missione per fermare Akharis (vai al 175), o raccontarle che sei un avventuriero intenzionato a esplorare le rovine della civiltà perduta (vai al 361).
L'orrido ibrido si schianta al suolo, trafitto dalla tua spada. Vi allontanate quanto più velocemente possibile dai mucchi di sabbia. Layla decide a questo punto di proseguire la marcia attraverso le colline. Vai al 62.
L’accolito è intento a fare qualcosa davanti al muro della stanza, accanto alla statua. Improvvisamente, parte del muro si apre scivolando di lato, e l’accolito si incammina nell’oscurità dell’apertura. Ti affretti nella stanza, ma - prima che tu possa raggiungere la porta segreta - questa si richiude con un sonoro rimbombo. Lanci uno sguardo deluso a
Layla. Ed è l'archeologa a indicarti con gli occhi dove cercare: di fronte all’apertura, circondati da geroglifici, si trovano tre simboli scolpiti nel muro su quadretti di pietra che sembrano poter essere premuti all’interno della parete. I tre simboli raffigurano un serpente, uno scarabeo e un avvoltoio. Se non vuoi correre il rischio di provare ad aprire la porta segreta, torni nella galleria dalla quale siete venuti, la quale dopo un breve tratto vi conduce sulla cima di una rampa di scalini, che inizi a scendere per raggiungere le profondità della tomba (vai al 216). Se vuoi provare ad aprire la porta segreta, quale simbolo premerai per primo? Layla ti indica la soluzione, ma
per prudenza si ritira verso la galleria.
Ho fatto voto di ripulire queste terre selvagge e disperate dai crudeli giganti che le abitano, e che spesso depredano le oneste genti dei villaggi di questa provincia. Dimmi, hai forse incontrato alcuni di
questi mostri nel tuo peregrinare?». «Niente paura. Sono certo che la mia missione sarà ben presto terminata e che, con il suo compimento, potrò finalmente chiedere la mano della mia bella. Addio, viaggiatori!». Detto questo, l’eccentrico cavaliere si lancia nuovamente al galoppo in direzione nord-est, seguito dal mulo del suo scudiero, lasciandovi nuovamente soli. «Forse due tipi strambi del genere ci avrebbero fatto comodo», mormora Layla, quasi tra sé, mentre li vede andare via. «E in che modo?», rispondi scettico. «La follia è indispensabile sia alla forza del braccio... che alla mollezza della carne...». «Allora camminerò all'indietro, ti va bene?». Ma il lampo malato negli occhi di Layla non è quello di una donna che abbia gustato la tua battuta. Piuttosto sembra quello di una donna avida di potere, che stia cercando la giusta formula per ottenerlo, senza scartare a priori alcun elemento. «Ascolta, Sinbad... se ti confessassi di volere il potere di Akharis soltanto per me... mi abbandoneresti?». «Perché mai? Pensi forse che non l'avessi capito?». «Sei meno stupido di quanto potessi pensare, Sinbad... forse sei anche tu un razziatore, un usurpatore... Non sono più tanto giovane. Ho bisogno di potere per andare avanti. Io e te potremmo raggiungerlo insieme...». «Non ho niente in contrario, Layla. Purché tu sia per sempre mia...». «Ti sei fatto ambizioso, Sinbad... Quasi ti preferisco ingenuo come ti avevo immaginato. Ma ormai hai capito che non possiamo fallire. Non posso tornare indietro sconfitta; non avrei futuro. Devi aiutarmi a vincere, o ci lascerò la pelle in questo dannato Deserto... E questo non può accadere. Tu perderesti per sempre la tua Layla, e il mondo la donna più importante che sia mai esistita, una regina degna di governare per l'eternità... Vieni a me... Sinbad...». E apre la bocca, con la lingua di fuori, sicura di dominarti... Se ti lasci andare, segna SUDDITANZA. Se hai ancora qualche riserva mentale, segna DIFFIDENZA. Vai al 24.
Non appena lo Scorpione Gigante cessa di muoversi, infilzato più volte dalla tua spada, Layla si congratula con te: «Ho scelto bene, dunque...». Inorgoglito, annuisci con il capo. All'alba, vi rimettete subito in cammino. Continuate a seguire la pista in direzione nord-est, inoltrandovi fra le irte colline rocciose oltre cui si apre il Deserto dei Teschi. A un tratto noti che alcuni sedili di pietra sono stati scolpiti sul fianco di una collina, davanti a una piattaforma sopraelevata e a un basso edificio. Attorno al luogo, apparentemente deserto, giacciono colonne rovesciate e le rovine di un vecchio muro. Rimani in attesa delle decisioni di Layla. Potrebbe scegliere di esaminare queste rovine (vai al 277), o di continuare per la sua strada (vai all’8).
Statue in rovina raffiguranti strane divinità con teste di animale spuntano da cumuli di sabbia, mentre cammini guardingo tra le rovine, con Layla nel tuo cono d'ombra; le mura dell’edificio principale, per quel che ne rimane, sono ricoperte da disegni stilizzati. Layla osserva tutto molto attentamente, ma al tempo stesso ti rimane sempre accanto: la donna ci tiene alla pelle e sembra abbastanza spaventata. Non ha tanta voglia di finire impalata in qualche trappola del tempio... «Tu mi proteggerai, vero, Sinbad?». «Certo. Rimani accanto a me e non ti succederà niente. Non rimarrai uccisa, se è questo che temi; almeno non in questa avventura». Se in realtà pensi che la sorte di Layla sia destinata a farsi tragica, segna REALISMO. Se ti piace la sua voglia di vivere e di non arrendersi mai, segna AMMIRAZIONE.
Finalmente individuate una parete su cui è incisa una mappa dell’area che circonda il tempio, fino al limitare del Deserto dei Teschi: il tempio dev'essere quello al centro della mappa; varie figure di costruzioni e altre particolari zone sono altresì riportate intorno, e sulla cima della parete c’è un’iscrizione nei tipici geroglifici di Djarat. L'archeologa studia con attenzione l’illustrazione per cercare di localizzare la tomba di Akharis. «Forse ci siamo...», mormora con occhi malati. Vai al 20.
Vi trovate in una lunga sala d’ingresso. Davanti a te si apre un’enorme arcata, e su ciascuno dei suoi lati si trova scolpito un bassorilievo di Sithera, la Dea del Male, alto più di dieci metri! Due accoliti, sulle cui vesti campeggia l’emblema del cobra dorato,
appaiono all’improvviso nell’arcata con le sciabole sguainate. Layla invece è libera e ti osserva con un ghigno sul volto... La vecchia puttana ti ha tradito! Cosa può avere in mente adesso? Non hai idea di quanto tempo sei rimasto privo di sensi, ma ti sei svegliato appena in tempo per assistere al rituale che terminerà con la resurrezione di Akharis!
Dall’altra parte della sala si erge una titanica statua della dea dalla testa di serpente, alta più di dieci metri, con le quattro braccia munite di artigli minacciosamente alzate. Sotto alla statua, su di un palco rialzato, è stato posizionato un ampio sarcofago di pietra, dentro al quale giace il corpo mummificato di Akharis! La Mummia è enorme e indossa una maschera funebre che copre quasi completamente il volto decomposto del tiranno morto.
Alla base del palco ardono due grossi bracieri, i cui magici
fuochi illuminano la sala di un bagliore soprannaturale. È avvolta nelle vesti di una sacerdotessa Djaratiana, e impugna una lunga asta appuntata con un cobra d'oro. Il confronto con Layla ti viene spontaneo. La donna sta mormorando un incantesimo nell’antica lingua di Djarat, che viene ripetuto con voce sommessa dalla folla di accoliti che si trova fra te e il palco rialzato. La zona dove opera l’Alta Sacerdotessa è presidiata da numerose Mummie in diversi stadi di decomposizione. Devono essere le Mummie dei fedelissimi di Akharis, riportate alla vita dalla malvagia setta. A
farti la guardia sono stati posizionati due accoliti, uno per ogni lato, che al
momento sono totalmente immersi nella cerimonia che sta avendo luogo davanti a
te. Sei deluso dal tradimento di Layla, ma in questo caso la tua rabbia può esserti molto utile... Vai al 289.
Brandendo la tua spada, tenti di colpire l’Alta Sacerdotessa per impedirle di usare un altro dei suoi incantesimi di magia nera contro di te. Per difendersi la donna alza l'asta del cobra, che improvvisamente si contorce tra le sue mani e prende vita! Anche se hai di fronte una donna, è una scelta tra lei e te! Vai al 397.
Infilare mani e piedi nelle fessure tra i blocchi di granito ti consente di arrampicarti agevolmente per diversi metri, e quando raggiungi l’apertura la tua luce rischiara un’altra galleria che prosegue in lontananza. Vuoi proseguire lungo questo nuovo passaggio (vai al 281), o preferisci ridiscendere nella galleria sottostante per continuare su quella (vai al 299)? «Posso farcela, se mi aiuti», ti dice Layla.
Se non ce l’hai, niente riuscirà a smuovere la grande porta di pietra. «Sei stato bravo...», Layla ti porge una chiave...! «E questa...?!». «Ti sei messo con la migliore, lo sai... È da tempo che preparo questa impresa». Vai al paragrafo corrispondente al numero di simboli e geroglifici incisi sulla chiave (34).
366
Layla ti suggerisce la battuta.
Quando anche l’ultima Mummia cade, ti ritrovi ai piedi del palco rialzato: proprio davanti a te puoi vedere l’Alta Sacerdotessa del Culto del Cobra! E poco distante la stessa Layla! Quasi tutti gli accoliti sono rimasti sorpresi dal tuo attacco, e ora stanno correndo disordinatamente da una parte all’altra in preda al panico; la loro leader, però, resta fredda e concentrata. Hai interrotto il Rituale della Resurrezione, e ora devi prepararti ad affrontare l’ira di questa discepola di Sithera. Stai indossando un Amuleto di Malachite? Se sì, vai al 223. Se non lo possiedi, o l'hai perduto durante la lotta con le Mummie, vai al 121.
Tirandoti appresso Layla, raggiungi un punto di osservazione. Al suolo, steso sulla schiena, giace Don Huan Fernandez, e su di lui si trova un grottesco umanoide, alto più di tre metri. Una delle sue gigantesche mani brandisce un’enorme clava di legno, ma è il suo volto che ti riempie di disgusto: il mostro ha un unico, grande occhio nel centro della fronte, e uno spaventoso corno fuoriesce dalla cima del suo cranio. Fernandez sta cercando di colpire il Ciclope con quello che resta della sua lancia, ormai spezzata. Nelle vicinanze vedi il corpo esanime del destriero di Fernandez, mentre il suo codardo scudiero si è nascosto dietro una roccia.
Capisci che
il vecchio cavaliere non ha alcuna possibilità di sopravvivere a questa
battaglia. Cosa decidi di fare?
Mentre ti fai strada lungo la galleria, ti rendi conto che la temperatura all’interno della tomba si sta innalzando rapidamente, finché cominci ad avvertire un caldo preoccupante. Anche Layla suda pesantemente, ma con un cenno del capo ti esorta a proseguire.
Il passaggio
svolta verso destra, ed è illuminato ora da un bagliore arancione, tale da
permetterti di non avere più bisogno della tua luce. Davanti a te il passaggio entra in una stanza quadrata, nella quale uno stretto ponte di pietra attraversa una fossa infuocata. Fiammate crepitanti svettano su entrambi i lati del passaggio, e a causa del calore vedi tutto sfocato e confuso. Tuttavia questa è l’unica strada per avanzare, così dovrete affrontare il Sentiero delle Fiamme. Camminando sul ponte di pietra, strettamente legato a Layla, cominci a sentirti stordito, mentre il calore si fa sempre più insopportabile. «Avanti, Sinbad! Possiamo farcela...», l'archeologa non demorde e quasi ti spinge oltre. Finora è lei, questa grossa puttana, la tua arma in più! Vai al 115.
Apri dunque il sarcofago…! Ma solo per scoprire che il corpo mummificato di Akharis non è al suo interno! Al suo posto c’è il Ka, il suo spirito guardiano.
Come l’ombra scintillante di un uomo, priva
di tratti definiti, il Ka si erge nella vuota bara di pietra e si allunga verso
di te, determinato ad assorbire la tua energia vitale in nome di Akharis. Vai al 252.
Con uno schianto precipitate abbracciati nel fiume e, momentaneamente storditi dall’impatto con l’acqua gelida, venite trascinati dalla corrente impetuosa. Vai al 280.
«Lo Sciamano
delle Terre Selvagge ha il suo rifugio alla Roccia dello Spirito, a una lega da
qui verso est. Ringrazi Cranno delle informazioni. Layla ti sussurra l'uscita di scena. Ora gli chiederai se può esservi di qualche aiuto nella vostra ricerca (vai al 339), o lascerai il teatro senza ulteriori esitazioni (vai all’8)?
Il vostro destino vi attende al suo interno. Ai piedi della piramide un lungo viale colonnato conduce a un ampio ingresso avvolto nell’oscurità, davanti al quale sono di guardia due soldati vestiti con i tipici abiti di Djarat. Ti incamminerai speditamente verso l’entrata (vai al 132), o cercherai un modo più discreto per penetrare nel tempio (vai al 208)?
Hai percorso appena venti metri lungo il passaggio, quando senti una piastrella muoversi sotto il peso del tuo corpo. Subito ti tiri addosso Layla e cerchi di prendere la giusta decisione. Vai al 201.
Colpita a morte, l’Alta Sacerdotessa del Cobra lancia un ultimo grido: «Oh, Sithera... giungi in nostro aiuto!». Quindi stramazza a terra. Sei riuscito a impedire alla sacerdotessa di completare il Rituale di Resurrezione! Mentre cerchi con gli occhi Layla, vedi che gli accoliti si sono riorganizzati e ora avanzano verso di te. Mentre ti chiedi come farai a uscire vivo da questa situazione, gli accoliti si fermano di colpo a fissare il palco alle tue spalle.
La Mummia, alta quasi due metri, è ora in piedi, e il sovrano di Djarat, morto ormai da molti millenni, ti trafigge con uno sguardo di puro odio!
La malvagia Protettrice di Akharis dev’essere intervenuta,
usando i suoi poteri oscuri, per completare il rituale
iniziato dalla sua fedele servitrice. La Mummia avanza pesantemente verso di te.
Cosa farai per contrastarla? «Akharis! Sono io, la Venerata Layla, Signora della Putrefazione, tua Moglie e Regina, che ti parlo e comando! Risparmialo! Ci sarà utile!». Con tua grande sorpresa, Layla ha preso l'iniziativa ostentando all'indirizzo della Mummia una sorta di scettro, recante un sole nero e sette raggi stilizzati.
A questo punto non ti resta che aspettare la reazione di Akharis. Ebbene, mansueta come un cagnolino, la spaventosa Mummia si inginocchia a Layla. «Non ti ho tradito. Volevo il potere assoluto e l'ho ottenuto. Ma ne dividerò una parte con te. Inginocchiati», il perentorio invito di Layla. Sei tentato per un attimo di affondarle la spada in quel grasso ventre... ma non puoi farlo... Sei da tempo succube di lei, un suo accolito.. È troppo potente... Ora più che mai, sei anche tu un servo di Layla!
F I N E
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