Il distruttore di incantesimi

IL DISTRUTTORE DI INCANTESIMI

di Jonathan Green e Salvatore Conte (1993-2019)

Con un tuono assordante, un altro lampo squarcia il tumultuoso cielo notturno.

Per un attimo la desolata brughiera che ti circonda viene illuminata dalla luce del lampo, e tu riesci ad intravedere tra la pioggia battente un possibile rifugio; ma non si tratta dell’abbazia.

È una protezione naturale formata da un gruppetto di alberi, che si stagliano stabili all’orizzonte nel bel mezzo dell’arida steppa. Tra i suoni della tempesta, dietro di te, riesci a sentire l’ululato dei lupi, interrotto a volte dal gemito di qualche spirito dannato.

Con rinnovata determinazione trovi la forza per ricominciare a correre sulla terra fradicia di pioggia, mentre senti il sangue pulsarti nelle tempie.
Mentre ti avvicini agli alberi, noti il bagliore di un piccolo fuoco da campo acceso nel bel mezzo del boschetto.

A Lauren farà piacere scaldarsi. E anche a te.

La guardi: è una bestia e te la invidiano tutti.

Nella tua ultima avventura, ti sei invaghito di una prostituta da taverna e te la sei portata appresso.

È sui 45, piuttosto usurata, ma con la carne che scoppia come piace a te.

La sua amica bionda - meno grassa, ma non certo magra - era stata selvaggiamente sventrata da decine di coltellate.

Lauren l'aveva rinvenuta in fin di vita, quando era troppo tardi per cercare di aiutarla.

E così ti aveva chiamato, disperata, perché gli avevi fatto una buona impressione.

Sei un guerriero, ma sai praticare l'ipnosi terapeutica al pari di come maneggi la spada.

La prostituta bionda era rimasta aggrappata a un filo di vita: ipnotizzandola, l'avevi legata a quel filo. Poi un buon chirurgo aveva fatto il resto.

Prima o poi anche Lauren avrebbe fatto la stessa fine, ma adesso sarebbe andata diversamente: non che con te non corra rischi, tuttaltro, ma almeno è improbabile che finisca sventrata da un maniaco impotente.

Qualcuno ha già trovato protezione dalla tempesta in quel luogo.

Stando bene in guardia, con la mano sull’elsa della tua spada, ti avvicini al focolare, tenendo dietro Lauren.

La figura seduta accanto al fuoco alza lentamente lo sguardo mentre ti avvicini.
«Non c’è alcun bisogno di quella, sono disarmato», dice l’uomo, allargando le braccia con le mani aperte per mostrarti che sta dicendo la verità.

Il rumore del tuono riecheggia ancora una volta nella brughiera, e la luce del lampo ti mostra il volto dell’uomo. Sembrerebbe giovane, ma il suo viso è pallido e segnato come quello di chi ha superato molte difficoltà, mentre i suoi occhi lasciano trasparire una sapienza maggiore di quella che la sua età farebbe presagire.

L’uomo ti sta sorridendo.

«Venite, riscaldatevi vicino al fuoco», vi dice cordialmente. «Sembra proprio che ne abbiate bisogno!». Stanco ed infreddolito, accetti l’offerta dell’uomo. «In notti come questa, le forze del male sono a caccia. O almeno questo è quel che dice la gente». Alle sue parole, alzi lo sguardo spaventato quando senti un fruscio provenire dai rami degli alberi. «Cosa vi porta qui, in una notte come questa?», vi chiede l’uomo.
Decidi che non hai niente da perdere a raccontare a questo sconosciuto la tua storia, così gli spieghi di come ti sei smarrito in questa desolata brughiera nel cuore della notte.
Per tutta la vita sei stato un mercenario, cercando l’avventura ovunque si potesse trovare a Kakhabad, il Vecchio Mondo. Tuttavia, hai deciso di prenderti una pausa dalla tua vita pericolosa per ritornare alla tua patria di Ruddlestone e intraprendere un pellegrinaggio per il bene della tua anima. È stato così che, due giorni fa, in compagni di Lauren, sei arrivato al porto settentrionale di Harabnab a bordo di una nave mercantile.
Da lì hai cominciato il tuo viaggio a piedi verso la città sacra del Pozzo dei Santi, sul limitare delle colline occidentali, famosa per le sue fonti curative, come tanti pellegrini
hanno fatto prima di te. Ti stavi dirigendo all’Abbazia di Rassin, nella quale ti hanno detto che avresti potuto passare la notte al riparo lungo la strada per il Pozzo dei Santi, quando è scoppiata la tempesta, che ti ha fatto smarrire la strada maestra attraverso la brughiera.
Presto ti sei definitivamente perso in questa landa desolata, che non è sicuramente il posto ideale dove passare la notte, specie sotto una violenta tempesta, con feroci animali selvaggi in libertà e probabilmente pericoli ancora peggiori.

Lo straniero vi racconta di essere anche lui un pellegrino sorpreso dalla stessa situazione, ma che è stato abbastanza fortunato da raggiungere il riparo prima che la tempesta diventasse troppo violenta. Ti dice inoltre di essere sicuro di sapere in quale direzione si trovi l’Abbazia di Rassin.
Decidete quindi di cercare di raggiungerla insieme.

Lasciando la scarsa protezione offerta dagli alberi, iniziate a correre sotto la pioggia battente in direzione della vostra meta.
Dopo aver corso per più di mezz’ora, con la pioggia ed il vento gelido a sferzare i vostri volti, raggiungete la cima di un’altura, e finalmente riesci a scorgere la strada che conduce ai piccoli e scuri edifici di pietra che formano l’Abbazia di Rassin, battuti dalla pioggia sempre più torrenziale.
Ed è lì che sentite il grido. Ti fa rabbrividire la spina dorsale e ti ghiaccia il sangue nelle vene. Nonostante siate quasi paralizzati dalla paura, vi guardate attorno e vedete dozzine di Demoni malvagi scendere verso di voi dal cielo tempestoso. Sono esseri mostruosi, con occhi sporgenti, rigonfi corpi deformi, tentacoli sferzanti, artigli affilati e lunghe zanne appuntite.
Borbottano fra loro, quindi ululano lanciandosi verso di voi attraverso la brughiera.

Vi precipitate di corsa giù per la collina, con le gambe che sembrano cedere da un momento all’altro, lasciandovi preda di questi mostri. Mentre corri, tenendoti stretta Lauren, cerchi di disperdere i Demoni agitando disperatamente la tua spada nel vento. Lo straniero è disarmato, e fa quello che può con le nude mani.
Quando raggiungete l’abbazia, bussi alla porta con tutta la tua forza chiedendo a gran voce asilo. Senti un chiavistello aprirsi e ti precipiti all’interno con la tua donna. Lo straniero resta sulla soglia, ancora intento a cercare di disperdere i Demoni.
«Svelto, vieni dentro!», lo chiami. Non appena anche lo straniero è entrato, la porta viene sbarrata ed il chiavistello richiuso. Un’ultima gelida folata di vento è tutto quello che rimane della bufera che si sta scatenando fuori.

Cerchi di ricomporti ed esamini la folla di facce curiose che vi stanno guardando.

Ti trovi in una sala dal soffitto basso, e le persone che ti circondano sono monaci, tutti vestiti con un semplice saio marrone. Quando spieghi loro cosa stiate facendo in questi luoghi, uno dei monaci ti spiega che la loro è una comunità di Preti di Enkala, e che vi trovate ad un solo giorno di cammino dal Pozzo dei Santi. Aggiunge che siete i benvenuti, e che potete passare la notte nella loro stanza degli ospiti. Vi conduce quindi ad unirvi agli altri pellegrini che vi stanno già dormendo.
Non ti sei addormentato da molto, quando ti svegli di soprassalto a causa di un terribile sogno popolato da Demoni; con la coda dell’occhio, vedi lo straniero che scivola silenziosamente fuori dalla stanza. Insospettito, aspetti che se ne sia andato, quindi svegli Lauren e insieme lo seguite attraverso gli oscuri corridoi dell’abbazia.

Non ti separi mai da lei. Una così non è facile da ritrovare.

Giungete infine ad una stanza, nella quale lo straniero entra chiudendo a chiave la porta dietro di sé.
Improvvisamente qualcuno che si trova dentro la stanza lancia un urlo, e si sente un forte schianto. Batti inutilmente i pugni sulla porta, quindi ti appresti ad abbatterla.
Irrompi nella stanza proprio mentre un gruppo di monaci vi entra da un’altra porta. Ti trovi in una biblioteca, ed il corpo di un monaco giace riverso al suolo, accanto alla sua scrivania rovesciata. Lo straniero è sparito senza lasciare traccia.

«Laggiù!», grida un monaco, indicando una rampa di scale di pietra oltre un’altra porta aperta. Lasciando indietro Lauren, ti precipiti giù per gli scalini ed entri in una piccola stanza umida, illuminata da un’unica torcia.
Nei pressi della parete opposta, lo straniero è inginocchiato davanti ad un ampio forziere di quercia aperto, ed alla luce tremolante della torcia riesci a vedere che tiene in mano un enorme libro nero. Mentre entri nella stanza egli si alza in piedi e si gira verso di te.
«Grazie, amico mio», ride sprezzante. «Senza il tuo aiuto non sarei mai riuscito ad entrare qui. Mi tratterrei più a lungo, ma ho tante cose da fare».

Ed a queste parole un velo di oscurità scende sulla stanza.

Quando la luce ritorna, lo straniero ed il libro sono scomparsi, ma qualcos’altro ha preso il loro posto. Mentre stai a guardare, una nuvola di un verde, vorticoso gas velenoso inizia a formarsi al centro della stanza.
Vai all’1.

1

In breve tempo la nuvola si solidifica in una forma che ti fa indietreggiare terrorizzato.

Davanti a te si trova un demone dalla pelle verde a scaglie, con zanne acuminate, che emana l’odore acido e pungente dello zolfo. Il malvagio Demone avanza verso di te, fendendo l’aria con i suoi artigli, mentre volute di gas sulfureo escono dalle sue fauci.
Anche se si tratta di una bestia potentissima, ti trovi a combattere il Demone in un luogo consacrato. In questo modo anche i colpi della tua arma terrestre avranno effetto su di lui. Con un ruggito, la creatura si scaglia contro di te.
Combattendo questa creatura infernale devi sostenere il puzzo solforoso che essa emette dalla bocca, perciò  hai bisogno di fare appello a tutta la tua forza di volontà.

Vai al 322.

 

238

 

 

322

Dopo aver respinto all'inferno il Demone, vieni condotto dai monaci all’infermeria, dove Fratello Hugo fa del suo meglio per curarti le ferite. Lauren è accanto a te.

Quando ti sei un po’ ripreso, i monaci ti conducono in presenza del loro Abate.

Incontri quindi l’Abate Dunstan nelle sue stanze private, alla presenza del Priore Alwyn, dal volto severo. Lauren è stata costretta in una castigata tunica.

«Tutti noi ti ringraziamo per aver distrutto quell’abominio», dice l’Abate, «ma temo che questo sarà solo l’inizio dei nostri problemi. L’uomo che ha ucciso Fratello Hieronymus ci ha anche rubato un libro, un volume molto prezioso e molto pericoloso. Si tratta del Grimorio Nero, un libro di magia nera», ti spiega, ignorando completamente la tua compagna. «Le sue pagine contengono gli incantesimi più malvagi ed oscuri noti alla stregoneria; siccome il tomo è virtualmente indistruttibile, era conservato qui all’abbazia, su suolo consacrato, di modo che non potesse essere usato per causare malvagità. Ed ora ci è stato rubato».
«Il ladro sapeva esattamente dove trovare il libro, e questo significa che egli doveva già essere stato qui prima d’ora», osservi. «Avete qualche idea di chi potesse essere?».

«Sì, l’abbiamo», risponde il Priore Alwyn, «sebbene ci sia occorso del tempo per ricordarcene. Sono passati molti anni da quando l’abbiamo visto. Il suo nome è Nazek. Era un trovatello dell’abbazia molto tempo fa, ed è cresciuto sotto la nostra protezione. Tuttavia ci ha sempre causato un sacco di problemi, e sembrava più interessato a studiare le vie oscure che a seguire i sentieri del Bene. Nonostante i nostri migliori sforzi per correggere il suo comportamento, all’età di dodici anni Nazek ha cominciato a fare esperimenti di magia nera. Non molto tempo dopo è sparito, in una notte tempestosa come questa. Non eravamo dispiaciuti dal fatto che se ne fosse andato. Abbiamo tutti pensato che fosse perito nella tempesta».
«Ma questa notte ha fatto ritorno, grazie a te», aggiunge l’Abate Dunstan, preoccupato.

Lo guardi senza capire.

«I malvagi come Nazek non possono entrare sul suolo consacrato dell’abbazia senza essere invitati, ed è esattamente quello che tu hai fatto».

Adesso ricordi l’episodio: l’Abate ha perfettamente ragione.

«Ora devi aiutarci a recuperare il libro, e sappiamo esattamente dove potresti rintracciare il ladro», dice l’Abate. «Nel Grimorio Nero c’è un incantesimo più potente e minaccioso di tutti gli altri. L’incantesimo è in grado di riaprire il Demafrauge».

Ne hai già sentito parlare.

Accortosi che hai capito, l’Abate prosegue: «Sì, si tratta della leggendaria Bara delle Ombre, la prigione della Bestia Infernale. L’ultima volta che questo mostro ha camminato su Titan, in centinaia sono caduti. Secoli fa, la Bara venne rinchiusa in un monastero a Claybury, un villaggio nelle colline occidentali. Si pensava che fosse un luogo sicuro, ma potrebbe non esserlo più, dato che consideravamo il tomo assolutamente fuori pericolo fino a questa notte».
«Crediamo,» aggiunge il Priore Alwyn, «che Nazek intenda usare il Grimorio Nero per riaprire il Demafrauge. Tuttavia, il rituale necessario a questo scopo può aver luogo solo nella notte della Luna di Shekka, e cioè tra quattro notti. Il Grimorio Nero si sta dirigendo sicuramente verso ovest per raggiungere la Bara, e questa è quindi la strada che anche tu dovrai prendere».
«Ci aiuterai?» ti supplica l’Abate.

Certo che lo farai! Ma insieme a Lauren, ovvio.

Sei tu il responsabile del furto del Grimorio Nero, così sei tu colui che deve recuperarlo.

Inoltre, hai un conto da regolare con Nazek.

Vai al 238.

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